Valentino Nizzo, Lieve Donnellan, Contestualizzare la "prima Colonizzazione". Archeologia, fonti, cronologia e modelli interpretativi fra l'Italia e il Mediterraneo, in Forma Urbis XVII, 3, 2012, pp. 46-47 more

Contextualising “early Colonisation”: Archaeology, Sources, Chronology and Interpretative Models between Italy and the Mediterranean. Rome June, 21-.23 2012
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Poste Italiane Spa – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, Aut. N. C/RM/036/2010 - E.S.S. Editorial Service System - Via di Torre S. Anastasia, 61 - 00134 Roma - Mensile Tecnico Scientifico € 4,50 Anno XVII • n. 3 NE NE TO N O OS D E OT L PR LA L IA R ITINERARI NASCOSTI DI ROMA ANTICA RIVISTA FONDATA DA LUCIANO PASQUALI E.S.S. EDITORIAL SERVICE SYSTEM S.r.l. Marzo 2012 CONTESTUALIZZARE LA “PRIMA COLONIZZAZIONE”: ARCHEOLOGIA, FONTI, CRONOLOGIA E MODELLI INTERPRETATIVI FRA L’ITALIA E IL MEDITERRANEO ROMA 21-23 GIUGNO 2012 DI LIEVE DONNELLAN* E VALENTINO NIZZO* Oggetto e scopi del convegno Il convegno Contestualizzare la “prima colonizzazione” (abbreviato CeC) è incentrato sul tema molto discusso delle “prime colonizzazioni” dell’Italia peninsulare e insulare da parte di “Greci” e “Fenici” tra il IX e il primo quarto del VII secolo a.C. Il Mediterraneo nel corso dell’inizio del primo millennio a.C. è caratterizzato da una fitta trama di scambi e contatti commerciali e culturali che veicolano merci e idee fra il Levante, l’Egitto, Cipro, il mondo greco e l’Italia insulare e peninsulare. L’Italia, in questo periodo, è un crogiolo di culture, contraddistinte da entità socio-politiche che mutano e si evolvono più o meno repentinamente grazie anche al costante apporto di influssi esterni, favoriti dallo sfruttamento sempre crescente delle cospicue risorse minerarie dei distretti metalliferi toscani e sardi. Tali fattori contribuiscono all’accelerazione dei processi di aggregazione sociale e, poi,di urbanizzazione, fornendo i presupposti per la definizione di una cultura materiale che contraddistinguerà l’Italia, la Grecia, e tutta l’Europa occidentale 46 nei secoli seguenti e che, fra i suoi tanti risvolti, avrà anche quello della diffusione della scrittura. In tale contesto hanno luogo “fenomeni” come quello coloniale, il processo strutturativo delle poleis e lo sviluppo di grandi poli urbani come quello di Roma, il cui atto fondativo viene non a caso fatto coincidere dalla tradizione con il momento propulsivo del primo stanziamento dei Greci in Occidente, in un panorama storico, culturale ed economico in cui i contatti fra le diverse realtà sociali che popolavano il Mediterraneo hanno svolto un ruolo di primaria importanza, universalmente riconosciuto ma non sempre indagato nella sua complessiva problematicità. La “prima colonizzazione” è, dunque, un fenomeno fondamentale per la comprensione della storia e dell’archeologia dell’antico Mediterraneo e, per le ragioni sopra brevemente esposte, può essere considerata una delle radici e dei presupposti della moderna società europea. Il tentativo recente di rivedere e, in alcuni casi, modificare drasticamente le cronologie tradizionali, nate dal confronto fra la documentazione letteraria e quella archeologica, se, da un lato, ha rinnovato l’interesse per tali questioni, dall’altro ha rivelato una significativa e profonda lacerazione fra l’analisi storica e la ricerca archeologica, la prima poco attratta dalla discussione e dalla riflessione critica dei dati materiali e la seconda troppo spesso condizionata da una eccessiva specializzazione che pregiudica la visione d’insieme dei fenomeni sopra descritti e, privilegiando un’ottica regionalistica, getta discredito sui dati della tradizione letteraria. Il confronto o, addirittura, lo stesso dialogo tra storici e archeologi è, per conseguenza, divenuto negli ultimi anni estremamente difficile, circostanza resa ancor più complessa dalla contrapposizione teorica e metodologica fra studiosi appartenenti a diverse scuole “nazionali”, poco inclini a trovare occasioni di incontro e troppo spesso propensi a porre in dubbio i “risultati” degli “avversari”. Lo scopo del convegno è l’analisi e la discussione della cronologia, delle fonti e della documentazione archeologica che costituiscono la base per l’interpretazione dei processi e delle modalità d’impatto della “prima colonizzazione” in Italia attraverso il confronto tra studiosi di fama internazionale distribuiti in 6 sessioni tematiche, ciascuna delle quali seguita da una approfondita discussione. Tra i fini che ci si propone vi è quello di rimarginare il gap esistente fra diverse scuole di pensiero dovuto a difformità di vedute ma anche a scarse occasioni di confronto diretto. Il convegno intende quindi, nello specifico, indurre al dialogo approcci e prospettive diversi sui temi della “colonizzazione” in Italia, sperando che il dibattito che ne scaturirà contribuisca al superamento di alcune delle principali contrapposizioni teoriche e ponga le basi per un nuovo dialogo. Da tale punto di vista il CeC costituisce una occasione finora quasi del tutto inedita di incontro e si ritiene, quindi, che possa dare un contributo di grande importanza alla ricerca scientifica sul Mediterraneo fra il IX e l’inizio del VII secolo a.C., rispondendo a una esigenza più volte lamentata da ricercatori di tutto il mondo. 2) Cronologia La sessione avrà per tema la discussione delle principali questioni correlate alla cronologia delle “colonizzazioni”, ponendo a confronto i dati della tradizione, con quelli dell’archeologia e con quelli fondati su basi naturalistiche. 3) Il contesto indigeno italiano all’inizio della “colonizzazione” La terza sessione sarà incentrata sulla ricostruzione dei principali contesti indigeni italiani della prima età del Ferro toccati dalla “colonizzazione”. I Relatori, soffermandosi su macro-regioni (dall’Etruria Meridionale al Latium Vetus, dalla Campania alla Calabria, al golfo ionico e alla Sicilia), tracceranno un quadro della realtà indigena italiana al momento dei primi contatti con il mondo greco e fenicio e subito prima dello stanziamento delle più antiche apoikiai, ricostruendone le dinamiche e gli effetti in una più ampia prospettiva storico-culturale. 4) La “colonizzazione” greca e fenicia in Italia Nella quarta sessione verranno approfonditi con maggiore dettaglio alcuni aspetti tracciati nella terza spostando l’attenzione dalla prospettiva indigena a quella dei primi “prospectors” e “coloni” e all’approfondimento delle modalità di interazione. La discussione verterà, quindi, sull’esame della documentazione storiografica e archeologica relativa alla “prima colonizzazione”: dai primi scambi “precoloniali” di oggetti, tecniche e “idee” (approfonditi anche nell’ottica “inversa” delle prime attestazioni di materiali indigeni nel mondo greco-orientale) ai processi e ai meccanismi strutturativi delle più antiche apoikiai. 5) Modelli Teorici (A)-Colonialismo e PostColonialismo 6) Modelli Teorici (B) – Identità Etnica, Contatti, Agency Dopo aver presentato una sintesi della documentazione archeologica e storiografica volta a contestualizzare la “prima colonizzazione”, le ultime due sessioni toccheranno gli aspetti teorici e metodologici del problema sui quali, negli ultimi anni, il dibattito scientifico ha visto contrapporsi diverse scuole di pensiero. A partire da una sintesi sullo stato attuale del dibattito, si passerà poi direttamente al confronto fra i diversi modelli interpretativi, dalla discussione del concetto stesso di “colonizzazione”, nelle sue varie possibili prospettive, alle dinamiche di strutturazione urbanistica dei primi stanziamenti, all’approfondimento di tematiche più ampie come quelle relative ai networks, alla connectivity, all’agency, ai concetti di frontiera e di identità etnica.n Per informazioni: http://www.academiabelgica.it o scrivere a: cec2012.conference@gmail.com *Lieve Donnellan,Valentino Nizzo Comitato Scientifico-Esecutivo CeC 2012 47 Sessioni tematiche e contenuti Il convegno affronterà i seguenti temi distribuiti simmetricamente nell’arco di tre giornate in 6 sessioni tematiche. Scopo di ciascuna sessione è quello di presentare una sintesi della documentazione storicoarcheologica e/o delle prospettive teoriche relative a ciascuna delle tematiche trattate, per poi discuterne e confrontarsi nelle rispettive discussioni. 1) Il Mediterraneo all’inizio della “colonizzazione” Tema della sessione è il contesto storico-culturale del Mediterraneo orientale e occidentale alle origini della “colonizzazione”. I Relatori ricostruiranno sinteticamente la documentazione relativa alle principali zone del Mediterraneo coinvolte nel fenomeno coloniale, dal Vicino Oriente, all’Egitto, a Cipro, alla Grecia e all’“Occidente fenicio”.
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